All’Assemblea Generale di Alis per parlare di trasporti e ambiente

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Oggi ho avuto il piacere di intervenire all’Assemblea generale dell’Alis, l’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, per parlare dell’importanza del trasporto sostenibile per l’ambiente e dell’educazione ambientale che è alla base di ogni cambiamento. Ecco alcune delle domande che mi sono state rivolte e delle risposte che ho dato su temi fondamentali per la tutela ambientale nel nostro paese.

Secondo lei, qual è oggi il quadro dell’educazione ambientale in Italia? Vi è la giusta sensibilità verso le tematiche ambientali?

Mi piacerebbe cominciare a rispondere dall’ultima domanda. In questi anni, nel corso della mia esperienza da sottosegretario, ho girato tanto per l’Italia e ho avuto la fortuna di poter scoprire realtà e sensibilità in tema ambientale che mi hanno impressionato favorevolmente. I ragazzi, il mondo imprenditoriale, la gente tutta sono molto attenti alle tematiche ambientali: si informano, approfondiscono aspetti di attualità e soprattutto propongono con esempi pratici modelli di sviluppo nuovi e compatibili con l’ambiente esterno. È chiaro ed evidente che in tutto ciò l’educazione ambientale o meglio, mi piace chiamarla educazione allo sviluppo sostenibile recita, un ruolo strategico. L’educazione allo sviluppo sostenibile è infatti, a mio avviso, il fondamento necessario per rendere i cittadini consapevoli delle questioni legate all’acqua, al clima, alla qualità dell’aria, all’ambiente tutto insomma e per favorire nuovi stili di vita più sobri e rispettosi del creato. Per queste ragioni, da quando mi sono insediata, ho voluto riprendere in mano, insieme al MIUR, le Linee guida sull’educazione ambientale, riscrivendole e attualizzandole e facendo sì che ne nella riforma della “Buona scuola” le ore di cittadinanza attiva diventassero anche “responsabili e sostenibili”. Con orgoglio inoltre, posso dire che lo scorso anno, nel mese di novembre, a distanza di 16 anni abbiamo promosso come Ministero dell’Ambiente la seconda conferenza nazionale sull’Educazione allo sviluppo sostenibile, appuntamento che ha visto la partecipazione di oltre 200 addetti ai lavori, che hanno lavorato per una giornata intera su 12 tematiche differenti e hanno proposto una carta di intenti che è stata sottoscritta dai Ministri dell’Ambiente e dell’Istruzione. Nel corso di quest’ultimo anno stiamo dando attuazione agli impegni presi con la sottoscrizione della Carta, anche attraverso il finanziamento di progetti specifici con le risorse del PON Scuola 2014-2020.

Atteso che l’impatto del mondo dei trasporti sull’ambiente è notevole, il Ministero dell’Ambiente cosa sta facendo per favorire una transizione/trasformazione dell’attuale modello dei trasporti verso una sistema di mobilità più sostenibile? Quali sono le misure che il Governo sta mettendo in campo in questa direzione?

Nel 2015 il Ministero dell’Ambiente ha approvato la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. A maggio 2016 è stata avviata l’elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici per dare impulso e attuazione alla Strategia, attraverso l’individuazione delle azioni prioritarie in materia di adattamento per settori chiave, tra cui i trasporti, ma anche per fornire indicazioni per migliorare lo sfruttamento delle eventuali opportunità e favorire il coordinamento delle azioni. Adattare per tempo il nostro territorio non significa solo scongiurare costi umani e naturali molto pesanti, ma anche renderlo più resiliente e competitivo sotto il profilo economico. Il 31 ottobre si è conclusa questa fase di consultazione e, anche alla luce di quanto dicevo prima, numerosa è stata la partecipazione e tante le osservazioni formulate per migliorare e rendere più efficaci le azioni. Un altro elemento su cui il Governo sta puntando in maniera decisa è la Strategia Energetica Nazionale 2017 che è stata adottata lo scorso 10 novembre. Fra i target previsti dalla Strategia vi è la promozione della mobilità sostenibile e dei servizi di mobilità condivisa. La Strategia costituisce un impulso per la realizzazione di importanti investimenti con una dotazione complessiva pari a 175 miliardi di euro, di cui 30 miliardi di euro per reti ed infrastrutture gas ed elettriche. Sul fronte della mobilità sostenibile, in ultimo, il Ministero dell’Ambiente ha destinato 80 milioni di euro per finanziare progetti di mobilità sostenibile nei comuni con popolazione superiore a 100mila abitanti. Complessivamente verranno finanziati 82 interventi e, tra i comuni beneficiari, figurano città come Roma, Milano e Venezia.

Secondo lei sulle questioni ambientali, cosa può fare il modo associazionistico più della politica?

Il ruolo delle associazioni è fondamentale per la tutela dell’ambiente, tanto è vero che il loro ruolo è stato più volte riconosciuto anche dalle norme, in particolare nei giudizi per danno ambientale e con la possibilità, per quelle riconosciute a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente, di ricorrere in sede amministrativa contro i provvedimenti degli anti locali. È quindi evidente come il loro lavoro sia vitale per guidare e stimolare il mondo politico e le istituzioni sulle questioni ambientali, vista la capacità di mobilitazione e partecipazione diretta dei cittadini e la loro conoscenza diretta delle problematiche principali del territorio, sul quale esercitano quello che definirei un vero e proprio monitoraggio sociale. Per questo, la collaborazione tra associazioni e politica va resa sempre più stretta, creando reti di relazioni stabili che consentano una sempre più reale partecipazione e comprensione di quello che accade sui territori. Da sottolineare anche il ruolo dell’associazionismo per quanto riguarda l’educazione ambientale, sulla quale è stato fatto un grandissimo lavoro nelle scuole, e penso ai tantissimi progetti attivati nella mia regione, Il Veneto, e a come questi abbiano posto le basi per l’introduzione della materia nei programmi scolastici, ancora una volta anticipando e stimolando quelle che devono essere le politiche locali e nazionali.

Energie alternative e carburanti alternativi a buon prezzo? Secondo lei è possibile coniugare il rispetto delle ambiente con lo sviluppo dei business delle aziende?

Favorire le fonti di energia sostenibili, quindi in primo luogo i carburanti cosiddetti alternativi è una linea su cui già da tempo si è orientata la Commissione Europea, con una Direttiva specifica del 2014, che è stata recepita nei mesi scorsi anche nel nostro paese, in particolare con l’impegno verso la creazione di un’infrastruttura nazionale per i combustibili alternativi (DAFI). In particolare, si punta a sviluppare i mercati del biofuel, del gas naturale compresso, del Gnl e dell’elettricità nel settore dei trasporti, con obiettivi vincolanti che porteranno a una maggiore presenza di punti di rifornimento nel paese e ad un conseguente abbattimento dei prezzi. Per rendere economicamente sostenibile un modello basato su queste fonti energetiche è infatti fondamentale ridurre il loro costo e sostenere gli incentivi ad esse legati, tra i quali è già presente la possibilità per le Regioni di rendere esenti da bollo i mezzi alimentati con alcuni di questi carburanti, ma in primo luogo serve la diffusione capillare in tutto il paese delle strutture necessarie alla loro circolazione su strada, e penso in particolare alle Regioni del Mezzogiorno, dove dal punto di vista ambientale sarebbe essenziale rendere “pulito” l’attuale traffico di merci su gomma. Sono da sviluppare assolutamente anche gli incentivi alla circolazione, come è stato fatto da tempo in altri paesi, in particolare del Nord Europa, in cui oltre all’abbattimento della tassazione i mezzi che usano carburanti sostenibili dispongono di corsie preferenziali in città e strade extraurbane, ma soprattutto del trasporto gratuito su traghetti e navi.

L’utilizzo del Gas Naturale Liquido nel settore trasporti è una realtà: il Governo sta dialogando con le imprese per raggiungere insieme gli standard ambientali voluti dall’Europa?

La Strategia Energetica Nazionale definisce le misure per raggiungere i traguardi di crescita sostenibile stabiliti con l’accordo di Parigi, contribuendo in particolare agli obiettivi di decarbonizzazione dell’economia e lotta ai cambiamenti climatici. Integrazione e differenziazione delle fonti di approvvigionamento energetico sono un valido sostegno non solo alla tutela dell’ambiente ma anche all’economicità, in quanto contribuiscono in maniera significativa alla riduzione dei costi e della spesa. La SEN è il risultato di un processo articolato e condiviso durato un anno che ha coinvolto, fin dalla fase istruttoria, organismi pubblici operanti in materia di energia, operatori delle reti di trasporto di elettricità e gas e i più qualificati esperti del settore energetico nazionale. Nella fase preliminare sono state svolte due audizioni parlamentari, riunioni coi gruppi parlamentari, con le amministrazioni dello Stato e le Regioni. La proposta di Strategia è stata quindi posta in consultazione pubblica per tre mesi e si è registrata grande partecipazione e interesse: oltre 250 le associazioni, imprese e organismi pubblici, cittadini ed esperti del mondo della ricerca che hanno formulato osservazioni e proposte per un totale di 838 contributi tematici, presentati nel corso di un’audizione parlamentare delle Commissioni congiunte Attività Produttive e Ambiente di Camera e Senato. Ma il lavoro non si esaurisce qui. Il tema dell’energia è trasversale e  necessita di una decisa azione di coordinamento tra i vari soggetti (Amministrazioni centrali, Regioni, università, associazioni, imprese). Sarà necessario integrare le politiche energetiche con quelle di altri settori ed è proprio per questo che il Governo ha previsto l’istituzione di una cabina di regia per il monitoraggio dell’attuazione della Strategia Energetica Nazionale, costituita oltre che dal Ministero dell’Ambiente, anche dal Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Ministero dell’Economia e Finanza, con la rappresentanza delle Regioni e con il periodico coinvolgimento degli enti locali, degli stakeholder e delle parti sociali. La SEN, proprio per queste ragioni, non va considerata un punto di arrivo ma di partenza. Essa pone obiettivi ambiziosi e per raggiungerli servono sì politiche pubbliche efficienti ma soprattutto azioni concrete tutti i giorni: responsabilizzare i cittadini, le associazioni di categoria e gli operatori economici nelle loro scelte di consumo verso un utilizzo consapevole delle fonti energetiche è essenziale. La SEN è una scommessa sul futuro energetico del Paese, l’energia per vincerla non ci manca.

LA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ CHOOSE,CHANGE,COMBINE

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Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza” esclamava lo scrittore britannico Herbert George Wells. Oggi ufficialmente ha inizio la settimana europea della mobilità il cui slogan è “choose,change,combine” un invito esplicito a scegliere e ripensare ogni giorno a quali mezzi usiamo per muoverci. Ridurre l’utilizzo dell’auto è possibile: se gli spostamenti che siamo costretti a fare sono di pochi chilometri dovremo cercare di verificare se è possibile percorrerli in bicicletta, a piedi o utilizzando il trasporto pubblico. Per queste ragioni al Ministero siamo impegnati nella diffusione delle politiche di mobilità urbana sostenibile, e promuoviamo localmente, anche con programmi di cofinanziamento a favore dei Comuni, la realizzazione di azioni che riducano l’impatto ambientale dei veicoli non sostenibili e favoriscano modalità alternative di spostamento all’autovettura privata, quali il trasporto pubblico e i servizi ad esso complementari come il bike  e il car sharing. Lavoriamo con le case automobilistiche per far sì che vengano progettate macchine sempre meno inquinanti, elettriche o a metano gpl. Appoggiamo e incentiviamo lo sviluppo dei trasporti su rotaia, e cofinanziamo molti progetti per la messa in sicurezza di tratti stradali che facilitino l’utilizzo da parte di chi cammina o usa la bici, modalità che costituiscono la cosiddetta mobilità dolce. Non possiamo chiedere ai cittadini di “scegliere, cambiare e combinare” se non li mettiamo nelle condizioni di poterlo fare offrendogli tutte le alternative. Oggi stiamo facendo un salto culturale importante soprattutto grazie alla bicicletta. Sta diventando una passione, un fenomeno di costume e sta aprendo nuovi mercati, e questo è positivo perché pedalare, oltre a far bene alla salute e ridurre il numero di auto in circolazione, può rappresentare un’importante leva economica per il turismo nazionale e locale. Dati non ancora ufficiali hanno rilevato che Il numero dei turisti “sostenibili” in Italia, quest’anno si è attestato attorno ai 2 milioni.

Secondo l’Agenzia Nazionale del Turismo-Enit, infatti, il ritorno economico del cicloturismo ha una potenzialità a livello nazionale di 3,2 miliardi di euro di fatturato all’anno. Servono, però, infrastrutture adeguate e, se è pur vero che una pista ciclabile può costare fino a 400 euro al metro, studi internazionali dimostrano che ogni euro investito in questo settore ne restituisce 4 o 5 alla collettività in meno di tre anni. Abbiamo bisogno di amministratori coraggiosi che decidano di ragionare a lungo termine e in questa direzione creando infrastrutture verdi che rispondano ad una domanda sempre più crescente. Si innescherà così un circolo virtuoso che porterà sempre più persone e famiglie e appassionati a scegliere un ritmo più lento, una vacanza all’insegna della salute e del benessere. Nella vita di tutti i giorni dobbiamo cercare di applicare lo stesso principio, come dice la Commissione europea per la settimana della mobilità sostenibile “do the right mix”, cercare di utilizzare il giusto mix nella scelta dei mezzi di trasporto. Se ognuno di noi comincerà poco alla volta a cambiare le sue abitudini, utilizzando la mobilità dolce, quando possibile, avremo ottenuto un buon risultato. Tanti piccoli comportamenti virtuosi potranno fare la differenza. Perchè l’idea di una città in cui prevale la bicicletta non è pura fantasia(Marc Augè) e basta girare l’Europa per capirlo.