4 Novembre a Redipuglia per Festa dell’Unità Nazionale e Forze Armate

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In occasione del 4 Novembre sono stata al sacrario militare di Redipuglia per celebrare l’impegno insostituibile di tante donne e uomini che ogni giorno lavorano per garantire a tutti pace, democrazia ed esercizio dei diritti civili, ecco le parole che ho rivolto a tutti i presenti.

Buongiorno alle autorità istituzionali, militari, religiose e civili, buon giorno a tutti i cittadini presenti oggi e un saluto speciale anche ai ragazzi delle scuole qui presenti, qui in questo sacrario.

Sì, sacrario, luogo in cui lo Stato conserva, beatifica chi è morto per lui, onora chi ha dato la vita per la collettività. Così, in tutto il mondo, architetti e artisti cercano di rendere energica l’immagine della forza che sta nel sacrificio compiuto per tutti.

Qui, questa solenne scalinata ci porta in alto, collega direttamente terra e cielo, ci mette in comunicazione con chi si è sacrificato e quando giungiamo in cima siamo nell’azzurro e questo azzurro pulisce gli stivali dal fango delle trincee, pulisce le divise dalla polvere da sparo, pulisce i volti dalla fuliggine dei fuochi e ci restituisce occhi che ci guardano, pieni, dolci, sicuri, affettuosi.

Ma, sacrario, nell’etimo, nella sua derivazione latina, nelle sue radici ha anche un grande valore d’intimità, un valore che risiede nel ricordo e nella preghiera.

Allora, chiudendo gli occhi per pregare, sentiamo la presenza di tutti coloro che riposano qua, i sorrisi con cui hanno salutato la famiglia, con un gesto di affetto rivolto ai cari, al momento di partire, al momento di andare al fronte per l’Italia, provenendo da tutti gli angoli del Paese, nessuno escluso.

A questi volti piano piano si sovrappongono i volti di oggi, al fango delle trincee il fango delle alluvioni, alla polvere da sparo la polvere dei terremoti, alla fuliggine dei fuochi il fumo degli incendi dei boschi, alle guardie di notte sorvegliando il nemico, la salvaguardia delle nostre città, delle nostre chiese e ancora la sabbia dei deserti di posti lontani dove difendere quelli che nessuno difende, di un Oriente lontano e pure così vicino, nei monti d’Afghanistan, nelle sabbie del Libano, nelle savane del Mali e in tanti, tanti luoghi dove le nostre Forze Armate si sono guadagnate e si guadagnano il rispetto di tutti.

Il 4 novembre è una data ricca di significato perché rappresenta l’unità di un popolo che si riconobbe in una storia comune e negli ideali civili e religiosi della nostra Italia. Fu quello il momento in cui un paese distrutto e una comunità lacerata dall’odio si risollevarono dimostrando un encomiabile coraggio e portando a compimento i valori della pace e della giustizia.

Un recente studio statunitense, rimbalzato poi in Gran Bretagna, ha analizzato il lavoro e il peso del contributo delle forze armate dei Paesi della NATO e dell’Unione Europea.

Da questo studio è emerso che le migliori sono le Forze Armate italiane, che il loro peso nelle coalizioni è determinante. I britannici hanno intitolato lo studio così “Il maestro militare dell’Europa: l’Italia”!

Lo studio ha evidenziato l’enorme capacità degli Ufficiali, dei Sottufficiali, dei Soldati italiani di essere Forza Armata nei teatri di guerra, nelle emergenze internazionali, nella tutela della pace. Dobbiamo esserne orgogliosi io, per prima, ne sono orgogliosa.

Essi rappresentano un esempio fondamentale di quell’etica della responsabilità che fu un valore fondante della nostra Repubblica e che deve guidare l’agire di ogni cittadino, soprattutto di chi è chiamato a rappresentare le istituzioni.

Siamo un popolo forte con un patrimonio di valori importanti da difendere. Da essi, dalla nostra Storia e dal grande capitale umano delle Forze Armate possiamo trarre la fiducia di vivere un futuro di pace, libertà e democrazia.

Dunque, da questa imponente scalinata che va verso l’azzurro del cielo deve provenire un ringraziamento solenne, vero, sincero alle nostre Forze Armate che costituiscono una delle colonne portanti del nostro Paese, ai militari di ogni ordine e grado qui partecipi, che rappresentano idealmente tutti i militari italiani passati e presenti: GRAZIE.

VIVA LE FORZE ARMATE, VIVA LA DEMOCRAZIA, VIVA L’ITALIA