NELLA GIORNATA PER LA CUSTODIA DEL CREATO, PAPA FRANCESCO LANCIA UN GRIDO DI ALLARME AI POTENTI

alluvione

Il grido di allarme lanciato oggi da Papa Francesco e dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo in occasione della Giornata per la custodia del Creato non cada nel vuoto inascoltato.

Le loro parole accorate sono di quelle che lasciano il segno: la Terra -dicono- è stata maltratta dall’insaziabile desiderio umano di manipolare e controllare le limitate risorse del pianeta e trarre profitti illimitati dal mercato. Ciò ha portato a spezzare i delicati ed equilibrati ecosistemi del mondo determinando conseguenze drammatiche soprattutto per le persone più vulnerabili.

Per cambiare la nostra relazione con il mondo e con il prossimo c’è bisogno, quindi, di un esame di coscienza e di un’assunzione di responsabilità. Da parte di tutti ma soprattutto di chi -come affermano le due guide spirituali- occupa una posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale.

Indubbiamente, queste parole, rendendo ancora più manifesta la gravità della situazione ambientale globale, colpiscono in maniera forte le nostre coscienze e ci devono indurre a prestare il massimo ascolto alla voce di chi soffre a causa degli sconvolgimenti ambientali. La siccità che ha colpito l’Italia durante questa estate così come gli uragani e le alluvioni che si sono abbattuti in tante parti del mondo sono segni evidenti che è giunto il momento di prendere coscienza del rischio dei nostri irrazionali comportamenti, accelerando sulla via del contrasto al cambiamento climatico per abbracciare uno sviluppo quanto più possibile eco-compatibile.

Dal messaggio di Papa Francesco e del Patriarca Ecumenico Bartolomeo si evince che è il pianeta stesso a gridare. Non ascoltarlo significa rimanere indifferenti di fronte alla sofferenza di tutte le creature viventi.