Alfano e il malessere dei veneti «Li capisco, servono autonomia e una rivoluzione burocratica»

Le alleanze per il 2015? «Noi siamo di centrodestra»   Ministro Angelino Alfano, il suo Ncd è al debutto elettorale: non è che in Veneto vi candidate a essere ago della bilancia tra il declinante asse Lega-Forza Italia, che qui è maggioranza da vent'anni, e le nuove ambizioni del Pd renziano? «Noi speriamo di ottenere in Veneto un risultato che testimoni una forza, quella forza che noi poi spenderemo per le riforme e per difendere il Veneto e i veneti». In che modo, nel concreto? «Per esempio, sulle questioni della sicurezza urbana e dell'accattonaggio molesto. Ma anche con una precisa attenzione alle piccole e medie imprese». A proposito di Pmi. La Confartigianato del Veneto ha diffuso un sondaggio tra i suoi associati, storicamente elettori del centrodestra, in cui si evidenzia una inattesa fiducia in Renzi e nel Partito Democratico. Come legge questo dato? «Vedremo dopo il voto se sarà così. Ma noi dell'Ncd, sin da ora, ci candidiamo a rappresentare quella piccola e media impresa che ha fatto grande questo territorio. E lo facciamo con le cose concrete: noi siamo stati i protagonisti dello smontaggio della legge Fornero, che è stato un grande risultato per le imprese. Questa è soltanto la base da cui vogliamo partire». Per arrivare dove? «A una vera e propria rivoluzione burocratica, che inseriremo al più presto nell'agenda del governo. Mi spiego: noi vogliamo passare dalle autorizzazioni preventive a un sistema che si basi sui controlli successivi da parte dell'amministrazione. Detto con altre parole: chi ha diritto a fare una cosa, non dovrà più attendere di essere autorizzato dall'alto ma potrà partire con la semplice dichiarazione di un professionista. Meno regole, meno burocrazia». Il Veneto, anche per queste ragioni, rivela un'insofferenza diffusa verso il sistema di potere centrale. Cosa risponde, da leader politico e da ministro dell'Interno, ai quei venetisti che proprio ieri hanno dato vita a un tavolo comune per l'indipendenza dall'Italia? «Rispondo che io comprendo fino in fondo l'atteggiamento di chi è stanco di subire un fisco e una burocrazia aggressivi al punto da essere asfissianti. Lo capisco, ma dico anche che la riposta vera è un buon governo che sburocratizzi e che garantisca maggiori libertà». Ma esiste una «questione veneta» nell'agenda del governo? «Io dico che presto occorrerà pensare a come una regione come il Veneto possa ottenere maggiori forme di autonomia rispetto allo Stato centrale. Abbiamo chiaro il fatto che il Veneto è stretto fra due regioni a statuto speciale e che questa situazione, così angusta, è un qualcosa che difficilmente si può ancora giustificare ai suoi abitanti». In Veneto l'insofferenza è forte, e trasversale, anche su un altro fronte: l'immigrazione e il ripetuto invio di profughi da ospitare. Qual è la sua risposta a questo sentimento? «È finito il tempo delle buone maniere con l'Europa: o l'Unione si fa carico di sostenere con noi il problema dei profughi, oppure io proporrò che l'Italia scomputi dai contributi destinati all'UE i 9 milioni che noi spendiamo tutti i mesi per l'operazione Mare Nostrum nel Mediterraneo. E aggiungo: a coloro che avranno meritato di ottenere l'asilo politico e non vorranno rimanere in Italia, cioè praticamente tutti, l'Europa deve garantire la possibilità di andare dove gli pare. Su questo argomento noi siamo moderati e combattivi al tempo stesso, e siamo pronti, durante il semestre di presidenza italiana, non a battere i pugni sul tavolo, ma a ribaltarlo del tutto se sarà necessario». Il presidente degli industriali veneti, Roberto Zuccato, si è detto deluso dal Berlusconi uomo di governo. Condivide? «Noi abbiamo preso un'altra strada rispetto a Berlusconi quando loro hanno deciso di sciogliere il Pdl e far precipitare tutto. Sono convinto che abbiamo reso un servizio al Paese e a tutti i moderati: l'esisto della crisi che si prospettava allora era un'Italia a guida Grillo oppure in mano al Pd alleato con Sel». L'anno prossimo si voterà per la Regione. Ncd a Roma governa con il Pd e a Venezia è in giunta con Lega e Forza Italia: come vi regolerete con le alleanze per il 2015? «Noi siamo di centrodestra e non abbiamo nessuna intenzione di cambiare metà campo. Intanto, ci consolidiamo con queste elezioni europee, che per noi rappresentano un debutto, e lo facciamo presentandoci come il pilastro moderato del governo: per chi non si accontenta della protesta fine a se stessa e non è di sinistra, noi siamo la soluzione». E Forza Italia? «Scegliere Forza Italia in queste elezioni significa votare nè carne nè pesce, nè il governo nè l'opposizione. Un voto inutile. In un momento in cui tutti sembrano avere perso la testa, dandosi reciprocamente dell'assassino o dell'evasore, noi di Ncd garantiamo certezze e obiettivi concreti». Alessandro Zuin RIPRODUZIONE RISERVATA

Caccia al petrolio nell’Adriatico Il Veneto: fermiamo la Croazia

«Questa vicenda pone una serie di interrogativi ai quali dobbiamo rispondere in tempi brevi - ammette la sottosegretaria all’Ambiente Barbara Degani - L'Italia ha oggi la disciplina più severa al mondo in materia di sfruttamento degli idrocarburi liquidi, ma ora dobbiamo ratificare al più presto i protocolli della convenzione di Barcellona per introdurre regole condivise sullo sfruttamento del mare con i paesi confinanti». Al netto di incidenti catastrofici (remoti ma comunque possibili, ricordiamo la tragedia della British Petroleum nel golfo del Messico che nel 2010 ha devastato l’economia e l’ambiente di un intera porzione di oceano), anche le normali attività di trivellazione produrrebbero residui inquinanti che verrebbero poi trasportati dalle correnti marine sulle spiagge venete esattamente come è successo con le carcasse dei delfini dell’inizio di questo articolo. E non solo. «L'estrazione di gas e petrolio può accelerare il fenomeno della subsidenza, cioé può abbassare il livello del fondale marino, e quindi contribuire allo sprofondamento di Venezia, Chioggia e di tutta la linea costiera delle nostre spiagge», puntualizza Giuliano Bellieni, professore di Petrologia e Petrografia all’Università di Padova. «Mi inquieta l’idea di questi uomini che pensano di essere invincibili di fronte alla forza della natura - interviene il governatore Luca Zaia -. Non sono un ambientalista sfegatato, ma l’Adriatico è un mare piccolo, poco più di un catino. Se una roccia che si stacca da una montagna ha fatto il disastro del Vajont, non voglio nemmeno immaginare quanti Vajont ci piomberebbero addosso se si spaccasse una piattaforma petrolifera. Il Veneto è profondamente contrario a questa operazione e sono indignato all’idea che il governo e l’Europa non intervengano subito».
Le ragioni dell’opposizione alle diciannove piattaforme infatti non sono solo ambientali. A fronte dei due miliardi di euro di incassi della Croazia c’è in gioco il giro d’affari del turismo costiero veneto che muove trenta milioni di visitatori all’anno e produce buona parte dei diciassette miliardi di euro di volume d’affari del comparto. «Serve subito un intervento internazionale per impedire danni alla nostra economia e al nostro ambiente - dice il presidente di Confturismo e Federalberghi Marco Michielli -. Non posso credere che l’Italia, che per quanto mal ridotta è uno dei paesi fondatori dell’Unione europea, non riesca a fermare la Croazia che è entrata in Europa appena l’anno scorso». «Già è pazzesco che questa vicenda sia andata avanti senza che nessuno ai piani alti si accorgesse di niente - rincara la dose il presidente di Federconsorzi (consorzi agrari) Renato Cattai -. Se i croati vanno avanti con le trivellazioni è la volta che facciamo la fine del topo e il Mose allora servirà a difendere Venezia dalle ondate di petrolio...»
Alessio Antonini
20 maggio 2014 09:17
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Ministero Ambiente punta a sostenibilita’ impianti sportivi

(ANSA) - lunedì 19 maggio 2014 - 17.06 Degani,accordo con Istituto di credito sportivo per investimenti (ANSA) - ROMA, 19 MAG - Promuovere gli investimenti sulla sostenibilita' degli impianti sportivi. E' quanto prevede l' accordo raggiunto tra l' istituto di credito sportivo e il ministero dell' Ambiente. Il rapporto di collaborazione, testato sui campi di golf ecosostenibili del Golf Club la Montecchia di Padova, nasce dalla volonta' della banca pubblica di puntare sulla sostenibilita' degli impianti sportivi costruiti con i propri programmi di finanziamento. Sostenibilita' che sara' accertata e certificata dal ministero. "Quello del Golf Club Montecchia e' un esempio virtuoso - ha dichiarato Barbara Degani, sottosegretario al ministero dell' Ambiente - di cosa vogliamo fare insieme all' Istituto per il Credito Sportivo". "L' efficientamento energetico e' un tema fondamentale del nostro programma di Governo - ha spiegato Degani - e l' impiantistica sportiva per la sua importanza sociale sul territorio non puo' rimanerne esclusa. Il golf club Montecchia di Padova, con i suoi investimenti per un manto erboso che consuma il 70% di acqua in meno rispetto ad un impianto tipo, dimostra che puntare sulla sostenibilita' e' una scelta vincente", ha concluso Degani premiando i partecipanti del Golf Tour Ics, insieme con i dirigenti del Ics Edoardo Gugliotta, Alessandro Bolis e Paolo Casati, vice presidente della Federazione Italiana Golf.(ANSA). COC 19-MAG-14 17:03 NNN

Al via l’edizione 2014 della Mille Miglia

Al via l’edizione 2014 della Mille Miglia. Giovedì 15 maggio il sottosegretario Barbara Degani ha partecipato alla manifestazione accogliendo con entusiasmo gli appassionati e il rombo delle vetture storiche. Lungo il tracciato della Mille Miglia, nei comuni di Piombino Dese, Campodarsego e Padova gli amministratori locali si sono uniti ai loro concittadini per dare il benvenuto ai partecipanti. La prima tappa si è conclusa a Padova con la carovana che dopo il  pernottamento alle Thermae Abano Montegrotto, è ripartita per la seconda tappa.

Rifiuti. Degani: devono diventare risorsa e non problema

SABATO SOTTOSEGRETARIO IN TRENO CON BIMBI ' GIORNALISTI NELL' ERBA' (DIRE) . - Sara' il sottosegretario all' Ambiente Barbara Degani a rappresentare il ministero nella manifestazione organizzata per lo European Clean up Day sulla tratta ferroviaria Bologna-Roma. Con partenza alle 10 e 30 dalla stazione di Bologna, Degani viaggera' per Roma con i bambini della rete ' Giornalisti nell' erba', rappresentanti dei dei consorzi, tecnici di settore e operatori dell' informazione. "Sara' un' occasione originale ed importante per illustrare le iniziative intraprese dall' Italia nel programma della Commissione Europea ' Puliamo l' Europa'- dice il sottosegretario- nella quale parleremo e ci confronteremo sul tema dei rifiuti e del loro recupero, di educazione ambientale e di sostenibilita'". Il rifiuto, conclude Degani, "se recuperato bene, e' una risorsa economica non e' un problema".

Degani: in arrivo norme su efficienza energetica e dissesto idrogeologico a sostegno del comparto dell’edilizia nel segno della sostenibilità

“A breve in Consiglio dei Ministri andrà un decreto sull’ambiente che conterrà importanti norme per la semplificazione normativa e burocratica anche nel settore dell’edilizia. Prevederà un impegno forte e innovativo per l’”efficientamento energetico degli edifici pubblici in particolare le scuole". Un articolo sarà dedicato al rischio idrogeologico individuando nel Presidente della Regione il responsabile dell’attuazione degli accordi di programma. "Un atto concreto che darà ossigeno all’economia, al settore dell’edilizia sostenibile e ai cittadini”. Lo ha affermato il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani all’inaugurazione della Fiera Samoter a Verona. “Enti pubblici, enti economici e amministrazioni locali insieme- ha sottolineato Barbara Degani - possono davvero fare grandi cose nel campo dell’edilizia, attraverso la realizzazione di progetti che abbiano come obiettivo il miglioramento della qualità della vita attraverso l’efficienza e il risparmio energetico e l’utilizzo di materiali amici dell’ambiente; e il grande lavoro svolto come Presidente della Provincia di Padova in questa direzione è un fatto concreto che ne è la dimostrazione”.

Ambiente Sottosegretario Barbara Degani:rafforzare parchi per creare green economy

"Rafforzare il ruolo delle aree protette dell'arco alpino italiano all'interno della regione alpina e nel contesto transfrontaliero è l'obiettivo della Presidenza italiana della Convenzione delle Alpi." Lo ha dichiarato Barbara Degani, Sottosegretario all'Ambiente, aprendo i lavori dell'International Parks Festival a Trezzo sull Adda. "Questo obiettivo condiviso nasce dal confronto tra Regioni, Federparchi, Aree protette nazionali, regionali e gestori di siti Natura 2000 con il Ministero dell'ambiente nel ruolo di coordinatore al fine di rafforzare le aree protette stesse e gli ecosistemi protetti per lo sviluppo territoriale, economico e sociale della regione biogeografica alpina in una cornice di sostenibilità”. “Turismo, eccellenze agroalimentari, paesaggi naturali e patrimonio culturale - conclude Degani - sono tra gli strumenti più forti per una ripresa economica fondata sui nuovi lavori e sulla green economy" -

Alfano in Veneto: sicurezza

Il tema più importante affrontato da Alfano nell’incontro a Venezia. A sinistra il sindaco Orsoni parla dei problemi legati all’accattonaggio   Paolo Navarro Dina   Alfano: più federalismo ai veneti   Il ministro dell’Interno a Venezia coi prefetti riconosce il malessere della regione E «contro l’accattonaggio e le bande un patto tra polizia nazionale e locale»       Martedì 29 Aprile 2014,   La "parolina magica" l’ha pronunciata a metà della conferenza stampa nella sede della Prefettura di Venezia sotto gli stucchi della sala di rappresentanza di Ca’ Corner. É stato qui che Angelino Alfano, ministro dell’Interno, l’ha detto chiaro e tondo: «Esiste una "questione veneta" che va affrontata. Essa è e vuol essere al centro dell’azione di Governo. I veneti, operosi e che si sono spesi per la Patria negli anni, non possono sentire di far parte di uno Stato ostile; non possono tollerare la nostra disattenzione. Pensiamo che questa regione possa essere base sperimentale per una forma di "federalismo accentuato" e avanzato. Davanti alle proteste e alle spinte indipendentiste non possiamo chiudere gli occhi».       Parole pronunciate davanti ai sette prefetti del Veneto che poco prima avevano espresso al primo "inquilino" del Viminale, fermenti, ansie e preoccupazioni del territorio veneto. E su questo, il ministro Alfano è stato chiaro, dando segnali precisi non solo sulle istanze secessioniste, formalizzando un appello a favore di una "rivoluzione burocratica" che limiti gli eccessi e le pastoie amministrative, ma anche nella lotta alla criminalità e in particolar modo all’«accattonaggio organizzato" che insidia molte città, soprattutto Padova, Verona, Mestre e Venezia in particolare, come più volte ricordato dal sindaco Orsoni.       «Dobbiamo distinguere tra la "vera povertà" che va aiutata, per la quale lavorano organizzazioni e enti di solidarietà, e la manovalanza organizzata in mano al crimine. E in questo senso, tenuto conto evidentemente anche di una nostra carenza dal punto di vista della sicurezza, e anche per evitare il proliferarsi di "ordinanze creative" da parte dei sindaci con decisioni non univoche, tutto ciò sarà al centro di un’Agenda Veneta con l’ampliamento della collaborazione operativa tra le forze nazionali dell’ordine e le Polizie municipali, in sinergia con le istituzioni dello Stato e gli enti locali. In questo senso punteremo anche ad un’ampia collaborazione con l’Anci (l’associazione dei Comuni italiani) per una soluzione operativa contro le organizzazioni criminali dell’accattonaggio».       Ma non c’è stata solo la lotta ai "barbanera" nell’agenda di Alfano a Venezia. All’ordine del giorno anche la questione Immigrazione, il ruolo dell’Italia nella cosiddetta "Operazione Mare Nostrum" e l’assenza dell’Unione europea e della comunità internazionale nell’opera di salvataggio dei profughi ai confini meridionali del nostro Continente. «É indispensabile, e lo abbiamo ribadito anche stamattina (ieri ndr) in una riunione a Palazzo Chigi. L’Italia non può essere lasciata sola. E così come la comunità internazionale si è mobilitata contro Gheddafi e l’instabilità della Libia, ora i Paesi europei devono impegnarsi tutti insieme per affrontare questa nuova emergenza. L’Agenzia Frontex dell’Unione Europea che ha sede a Varsavia, sede prestigiosa ma lontana rispetto alle attuali esigenze, deve affrontare il problema». Infine, la questione Grandi Navi e la minaccia di un blocco annunciato dalle organizzazioni ambientaliste e no global per il giugno prossimo. Qui Alfano è stato lapidario: «Manteniamo un’alta vigilanza affidandoci a tutte le fonti necessarie, ufficiali e riservate, per contrastare chi agirà fuorilegge. Il nostro compito è e rimane quello di difendere la città e la sua sicurezza contemperando la tutela delle condizioni economiche e dell’occupazione».

Conferenza stampa lista Degani in sostegno a Saia

Oggi alle ore 12.00 presso la Sala Gruppi di Palazzo Moroni è stata presentata la Lista Degani. di seguito i candidati Marilisa Andretta, Barbara Bandiera, Eleonora Battaglia, Dario Bormioli, Maria Federica Capuzzo, Paolo Ceolin, Massimiliano Cortelazzo, Gianmarco Cortivo, Giulia Curto, Enrico dalla Francesca Cappello, Manolita De Paoli, Marzia De Rossi, Lisa Dovico, Antonella Gorgi, Angelo Grasso, Federica Maestri pieri, Roberto Marsilio, Marco Meneghetti, Sandra Miotto, Federico Moretti, Alessia Moro,  Francesca Mungo, Lucia Panfilo, Davide Parpagiola, Luca Perrotta, Alberto Pertile, Antonio Rosato, Carla Sartore, Anna Luigia Ullo, Michela Vettorato, Chiara Zanellato, Mirco Zuin

Ambiente: Degani, sacrosante richieste Comuni per dissesto

Spese manutenzione siano escluse da Patto stabilità

22 Marzo , 13 : 15 (ANSA) - TRIESTE, 22 MAR - "Una regola sacrosanta". Così la sottosegretaria al ministero dell'Ambiente, Barbara Degani, ha definito la richiesta dei Comuni di escludere dal Patto di stabilità le spese per i dissesti idrogeologici. Intervenendo a margine dell' inaugurazione della Sottostazione Elettrica del Porto Vecchio di Trieste, Degani ha spiegato: "Bisogna escludere i lavori di manutenzione, anche in conto capitale, in questo modo si spenderebbe una cifra, mentre agendo in emergenza, come fa oggi lo Stato, si paga ovviamente molto di più"