A FICO per parlare di educazione alimentare con il SNPA

FICO

Ieri alla Fondazione FICO a Bologna ho parlato di educazione alimentare con gli esperti del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, ecco un mio saluto per questo occasione.

I temi dell’educazione alimentare e le modalità per evitare lo spreco di cibo sono sempre più importanti dal punto di vista ambientale: infatti, al di là delle norme e della repressione a fare la differenza sono le buone pratiche che attecchiscono tra i cittadini: il cambiamento passa assolutamente per le persone e le organizzazioni di cui fanno parte. Lo spreco alimentare, come scritto nel recente rapporto proprio dell’ISPRA, con cui siamo oggi qui riuniti, se fosse una nazione sarebbe al terzo posto dopo Cina e USA, nella classifica degli Stati emettitori.

L’educazione alimentare diventa quindi automaticamente ambientale, visto che gran parte dei nostri concittadini hanno perso il contatto con la stagionalità dei cibi, e per fare degli esempi cercano le arance d’estate e i pomodori d’inverno, portando un pesante aggravio in termini di emissioni in atmosfera per il trasporto di prodotti che sono e devono restare stagionali.

C’è poi una questione di standardizzazione dei prodotti, agricoli ma non solo, visto che gran parte dei consumatori non riesce nemmeno a immaginare un frutto di dimensioni diverse da quelli che trova al supermercato.

Infine, non possiamo tralasciare, tra le criticità emerse negli ultimi anni, la mancanza di indicatori omogenei, sia italiani che europei, per la definizione della problematica e di strumenti per la misurazione dell’efficacia degli interventi. In questo contesto sono sicura che il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente saprà rappresentare un valido riferimento per la definizione di una metodologia condivisa, che possa essere adottata su tutto il territorio nazionale ed essere proposta come riferimento in sede europea.

Per questo, abbiamo assoluta necessità che a partire dal lavoro delle istituzioni pubbliche che sono riunite oggi, si riesca a diffondere tra i cittadini la consapevolezza di quanto sia importante per l’ambiente essere attenti alla propria alimentazione, se si vuole difendere il nostro patrimonio naturale e andare veramente verso stili di vita sostenibili.

Oggi FICO rappresenta un esempio concreto da seguire, in quanto affianca la promozione dei nostri prodotti d’eccellenza alla diffusione di corrette abitudini alimentari da accompagnare a una sempre maggiore sobrietà dei nostri consumi.

All’Assemblea Generale di Alis per parlare di trasporti e ambiente

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Oggi ho avuto il piacere di intervenire all’Assemblea generale dell’Alis, l’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, per parlare dell’importanza del trasporto sostenibile per l’ambiente e dell’educazione ambientale che è alla base di ogni cambiamento. Ecco alcune delle domande che mi sono state rivolte e delle risposte che ho dato su temi fondamentali per la tutela ambientale nel nostro paese.

Secondo lei, qual è oggi il quadro dell’educazione ambientale in Italia? Vi è la giusta sensibilità verso le tematiche ambientali?

Mi piacerebbe cominciare a rispondere dall’ultima domanda. In questi anni, nel corso della mia esperienza da sottosegretario, ho girato tanto per l’Italia e ho avuto la fortuna di poter scoprire realtà e sensibilità in tema ambientale che mi hanno impressionato favorevolmente. I ragazzi, il mondo imprenditoriale, la gente tutta sono molto attenti alle tematiche ambientali: si informano, approfondiscono aspetti di attualità e soprattutto propongono con esempi pratici modelli di sviluppo nuovi e compatibili con l’ambiente esterno. È chiaro ed evidente che in tutto ciò l’educazione ambientale o meglio, mi piace chiamarla educazione allo sviluppo sostenibile recita, un ruolo strategico. L’educazione allo sviluppo sostenibile è infatti, a mio avviso, il fondamento necessario per rendere i cittadini consapevoli delle questioni legate all’acqua, al clima, alla qualità dell’aria, all’ambiente tutto insomma e per favorire nuovi stili di vita più sobri e rispettosi del creato. Per queste ragioni, da quando mi sono insediata, ho voluto riprendere in mano, insieme al MIUR, le Linee guida sull’educazione ambientale, riscrivendole e attualizzandole e facendo sì che ne nella riforma della “Buona scuola” le ore di cittadinanza attiva diventassero anche “responsabili e sostenibili”. Con orgoglio inoltre, posso dire che lo scorso anno, nel mese di novembre, a distanza di 16 anni abbiamo promosso come Ministero dell’Ambiente la seconda conferenza nazionale sull’Educazione allo sviluppo sostenibile, appuntamento che ha visto la partecipazione di oltre 200 addetti ai lavori, che hanno lavorato per una giornata intera su 12 tematiche differenti e hanno proposto una carta di intenti che è stata sottoscritta dai Ministri dell’Ambiente e dell’Istruzione. Nel corso di quest’ultimo anno stiamo dando attuazione agli impegni presi con la sottoscrizione della Carta, anche attraverso il finanziamento di progetti specifici con le risorse del PON Scuola 2014-2020.

Atteso che l’impatto del mondo dei trasporti sull’ambiente è notevole, il Ministero dell’Ambiente cosa sta facendo per favorire una transizione/trasformazione dell’attuale modello dei trasporti verso una sistema di mobilità più sostenibile? Quali sono le misure che il Governo sta mettendo in campo in questa direzione?

Nel 2015 il Ministero dell’Ambiente ha approvato la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. A maggio 2016 è stata avviata l’elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici per dare impulso e attuazione alla Strategia, attraverso l’individuazione delle azioni prioritarie in materia di adattamento per settori chiave, tra cui i trasporti, ma anche per fornire indicazioni per migliorare lo sfruttamento delle eventuali opportunità e favorire il coordinamento delle azioni. Adattare per tempo il nostro territorio non significa solo scongiurare costi umani e naturali molto pesanti, ma anche renderlo più resiliente e competitivo sotto il profilo economico. Il 31 ottobre si è conclusa questa fase di consultazione e, anche alla luce di quanto dicevo prima, numerosa è stata la partecipazione e tante le osservazioni formulate per migliorare e rendere più efficaci le azioni. Un altro elemento su cui il Governo sta puntando in maniera decisa è la Strategia Energetica Nazionale 2017 che è stata adottata lo scorso 10 novembre. Fra i target previsti dalla Strategia vi è la promozione della mobilità sostenibile e dei servizi di mobilità condivisa. La Strategia costituisce un impulso per la realizzazione di importanti investimenti con una dotazione complessiva pari a 175 miliardi di euro, di cui 30 miliardi di euro per reti ed infrastrutture gas ed elettriche. Sul fronte della mobilità sostenibile, in ultimo, il Ministero dell’Ambiente ha destinato 80 milioni di euro per finanziare progetti di mobilità sostenibile nei comuni con popolazione superiore a 100mila abitanti. Complessivamente verranno finanziati 82 interventi e, tra i comuni beneficiari, figurano città come Roma, Milano e Venezia.

Secondo lei sulle questioni ambientali, cosa può fare il modo associazionistico più della politica?

Il ruolo delle associazioni è fondamentale per la tutela dell’ambiente, tanto è vero che il loro ruolo è stato più volte riconosciuto anche dalle norme, in particolare nei giudizi per danno ambientale e con la possibilità, per quelle riconosciute a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente, di ricorrere in sede amministrativa contro i provvedimenti degli anti locali. È quindi evidente come il loro lavoro sia vitale per guidare e stimolare il mondo politico e le istituzioni sulle questioni ambientali, vista la capacità di mobilitazione e partecipazione diretta dei cittadini e la loro conoscenza diretta delle problematiche principali del territorio, sul quale esercitano quello che definirei un vero e proprio monitoraggio sociale. Per questo, la collaborazione tra associazioni e politica va resa sempre più stretta, creando reti di relazioni stabili che consentano una sempre più reale partecipazione e comprensione di quello che accade sui territori. Da sottolineare anche il ruolo dell’associazionismo per quanto riguarda l’educazione ambientale, sulla quale è stato fatto un grandissimo lavoro nelle scuole, e penso ai tantissimi progetti attivati nella mia regione, Il Veneto, e a come questi abbiano posto le basi per l’introduzione della materia nei programmi scolastici, ancora una volta anticipando e stimolando quelle che devono essere le politiche locali e nazionali.

Energie alternative e carburanti alternativi a buon prezzo? Secondo lei è possibile coniugare il rispetto delle ambiente con lo sviluppo dei business delle aziende?

Favorire le fonti di energia sostenibili, quindi in primo luogo i carburanti cosiddetti alternativi è una linea su cui già da tempo si è orientata la Commissione Europea, con una Direttiva specifica del 2014, che è stata recepita nei mesi scorsi anche nel nostro paese, in particolare con l’impegno verso la creazione di un’infrastruttura nazionale per i combustibili alternativi (DAFI). In particolare, si punta a sviluppare i mercati del biofuel, del gas naturale compresso, del Gnl e dell’elettricità nel settore dei trasporti, con obiettivi vincolanti che porteranno a una maggiore presenza di punti di rifornimento nel paese e ad un conseguente abbattimento dei prezzi. Per rendere economicamente sostenibile un modello basato su queste fonti energetiche è infatti fondamentale ridurre il loro costo e sostenere gli incentivi ad esse legati, tra i quali è già presente la possibilità per le Regioni di rendere esenti da bollo i mezzi alimentati con alcuni di questi carburanti, ma in primo luogo serve la diffusione capillare in tutto il paese delle strutture necessarie alla loro circolazione su strada, e penso in particolare alle Regioni del Mezzogiorno, dove dal punto di vista ambientale sarebbe essenziale rendere “pulito” l’attuale traffico di merci su gomma. Sono da sviluppare assolutamente anche gli incentivi alla circolazione, come è stato fatto da tempo in altri paesi, in particolare del Nord Europa, in cui oltre all’abbattimento della tassazione i mezzi che usano carburanti sostenibili dispongono di corsie preferenziali in città e strade extraurbane, ma soprattutto del trasporto gratuito su traghetti e navi.

L’utilizzo del Gas Naturale Liquido nel settore trasporti è una realtà: il Governo sta dialogando con le imprese per raggiungere insieme gli standard ambientali voluti dall’Europa?

La Strategia Energetica Nazionale definisce le misure per raggiungere i traguardi di crescita sostenibile stabiliti con l’accordo di Parigi, contribuendo in particolare agli obiettivi di decarbonizzazione dell’economia e lotta ai cambiamenti climatici. Integrazione e differenziazione delle fonti di approvvigionamento energetico sono un valido sostegno non solo alla tutela dell’ambiente ma anche all’economicità, in quanto contribuiscono in maniera significativa alla riduzione dei costi e della spesa. La SEN è il risultato di un processo articolato e condiviso durato un anno che ha coinvolto, fin dalla fase istruttoria, organismi pubblici operanti in materia di energia, operatori delle reti di trasporto di elettricità e gas e i più qualificati esperti del settore energetico nazionale. Nella fase preliminare sono state svolte due audizioni parlamentari, riunioni coi gruppi parlamentari, con le amministrazioni dello Stato e le Regioni. La proposta di Strategia è stata quindi posta in consultazione pubblica per tre mesi e si è registrata grande partecipazione e interesse: oltre 250 le associazioni, imprese e organismi pubblici, cittadini ed esperti del mondo della ricerca che hanno formulato osservazioni e proposte per un totale di 838 contributi tematici, presentati nel corso di un’audizione parlamentare delle Commissioni congiunte Attività Produttive e Ambiente di Camera e Senato. Ma il lavoro non si esaurisce qui. Il tema dell’energia è trasversale e  necessita di una decisa azione di coordinamento tra i vari soggetti (Amministrazioni centrali, Regioni, università, associazioni, imprese). Sarà necessario integrare le politiche energetiche con quelle di altri settori ed è proprio per questo che il Governo ha previsto l’istituzione di una cabina di regia per il monitoraggio dell’attuazione della Strategia Energetica Nazionale, costituita oltre che dal Ministero dell’Ambiente, anche dal Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Ministero dell’Economia e Finanza, con la rappresentanza delle Regioni e con il periodico coinvolgimento degli enti locali, degli stakeholder e delle parti sociali. La SEN, proprio per queste ragioni, non va considerata un punto di arrivo ma di partenza. Essa pone obiettivi ambiziosi e per raggiungerli servono sì politiche pubbliche efficienti ma soprattutto azioni concrete tutti i giorni: responsabilizzare i cittadini, le associazioni di categoria e gli operatori economici nelle loro scelte di consumo verso un utilizzo consapevole delle fonti energetiche è essenziale. La SEN è una scommessa sul futuro energetico del Paese, l’energia per vincerla non ci manca.

NELLA GIORNATA PER LA CUSTODIA DEL CREATO, PAPA FRANCESCO LANCIA UN GRIDO DI ALLARME AI POTENTI

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Il grido di allarme lanciato oggi da Papa Francesco e dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo in occasione della Giornata per la custodia del Creato non cada nel vuoto inascoltato.

Le loro parole accorate sono di quelle che lasciano il segno: la Terra -dicono- è stata maltratta dall’insaziabile desiderio umano di manipolare e controllare le limitate risorse del pianeta e trarre profitti illimitati dal mercato. Ciò ha portato a spezzare i delicati ed equilibrati ecosistemi del mondo determinando conseguenze drammatiche soprattutto per le persone più vulnerabili.

Per cambiare la nostra relazione con il mondo e con il prossimo c’è bisogno, quindi, di un esame di coscienza e di un’assunzione di responsabilità. Da parte di tutti ma soprattutto di chi -come affermano le due guide spirituali- occupa una posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale.

Indubbiamente, queste parole, rendendo ancora più manifesta la gravità della situazione ambientale globale, colpiscono in maniera forte le nostre coscienze e ci devono indurre a prestare il massimo ascolto alla voce di chi soffre a causa degli sconvolgimenti ambientali. La siccità che ha colpito l’Italia durante questa estate così come gli uragani e le alluvioni che si sono abbattuti in tante parti del mondo sono segni evidenti che è giunto il momento di prendere coscienza del rischio dei nostri irrazionali comportamenti, accelerando sulla via del contrasto al cambiamento climatico per abbracciare uno sviluppo quanto più possibile eco-compatibile.

Dal messaggio di Papa Francesco e del Patriarca Ecumenico Bartolomeo si evince che è il pianeta stesso a gridare. Non ascoltarlo significa rimanere indifferenti di fronte alla sofferenza di tutte le creature viventi.

GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI

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“I nostri oceani, il nostro futuro”. Questo il tema dell’odierna Giornata mondiale degli oceani, istituita dall’ONU l’8 giugno del 1992 al vertice sull’ambiente di Rio de Janeiro.

Siamo sinceri, pur dedicando agli oceani un’apposita giornata celebrativa, negli ultimi 25 anni non ne abbiamo avuto il dovuto rispetto ed oggi essi sono messi a rischio da una serie di gravi minacce: acidificazione, pesca eccessiva, inquinamento (soprattutto da plastica), riscaldamento delle acque, etc.

Ma ciò è profondamente insensato, visto che dobbiamo agli oceani la nascita della vita, circa il 50% dell’ossigeno che respiriamo, l’assorbimento del 26% dell’anidride carbonica generata dalle attività umane. Essi coprono il 71% del nostro pianeta, sono un’importante fonte di cibo e svolgono un ruolo fondamentale nel controllo del clima.
Questi semplici dati dovrebbero rendere più che evidente che gli oceani sono necessari per la nostra sopravvivenza ed è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica e istituzioni sull’importanza della loro salvaguardia.

Come sempre, infatti, quando si parla di ambiente, ognuno può fare la sua parte. Ad esempio, visto che l’80% dei rifiuti in plastica che arriva in mare proviene da attività terrestri e che nel Mediterraneo ogni giorno ne finiscono 731 tonnellate, è importante che ognuno gestisca correttamente lo smaltimento dei rifiuti non gettando niente in terra.
Quelli che per noi possono essere solo piccoli gesti di civiltà possono infatti fare davvero la differenza, consegnando a noi e alle nuove generazioni un ambiente meno compromesso.

GIORNATA DELLA TERRA. PRENDIAMOCI CURA DEL PIANETA: E’ LA NOSTRA CASA!

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La Giornata della Terra nacque il 22 aprile del 1970, traendo origine dal movimento ecologista universitario americano preoccupato per lo stato dell’ambiente. Già due anni prima, in Italia, era nato il Club di Roma che conquistò l’attenzione dell’opinione pubblica con il suo Rapporto sui limiti dello sviluppo, meglio noto come Rapporto Meadows, il quale prediceva che la crescita economica non potesse continuare indefinitamente a causa della limitata disponibilità di risorse naturali, specialmente petrolio, e della limitata capacità di assorbimento degli inquinanti da parte del pianeta.

Siamo oggi, quasi 50 anni più tardi, a celebrare la Giornata della Terra avendo sotto gli occhi un pianeta molto più inquinato e compromesso di allora. Molto tempo quindi è passato e quelle che un tempo erano minoranze giudicate dai più come troppo pessimiste o “visionarie” sono ora diventate maggioranza. La consapevolezza ambientale è in crescita ma ad essa dovrebbe seguire l’impegno concreto da parte di tutti, cittadini e istituzioni, per intraprendere un percorso di cambiamento radicale, per modificare l’attuale modello sviluppo in un senso più orientato alla sostenibilità.

Anche se da questo dipende il futuro della Terra così come la conosciamo, farlo non è facile. Servono leggi, idee, comportamenti individuali attenti e innovazioni tecnologiche. Non a caso oggi, in concomitanza con la Giornata della Terra, si terrà in 500 città del mondo anche una Marcia per la Scienza, per dare sostegno a tutto il settore della ricerca affinché esso abbia stima sociale e risorse economiche adeguate per l’importante compito a cui è chiamato: trovare soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale, sul modello dell’economia circolare, per dare un futuro sereno alla Terra e alle generazioni future

La “notte rossa” si tinge di verde: madrina di Velocità e lentezza in casa Ferrari il Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani

Velocità e lentezza è il titolo dell’incontro organizzato da Anci per Expo a Maranello in occasione della Notte Rossa con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e alla presenza del Sottosegretario Barbara Degani.

“Motori e sapori sono l’essenza dell’ossimoro rappresentato dal titolo di questo evento nel quale a confrontarsi sono le eccellenze italiane originate da Innovazione e dinamismo da una parte e da tradizione secolare di prodotti a lenta gestazione come l’aceto balsamico, dall’altra. La crescente attenzione delle aziende come la Ferrari alle tematiche ambientali deve far capire che ricerca e innovazione devono andare a braccetto con lo sviluppo di tecnologie sempre più rispettose dell’ambiente. Questa sera velocità e lentezza sono l’esatta espressione dell’eccellenza del made in Italy come vuole dimostrare Anci per Expo. Nei prossimi giorni annunceremo le iniziative che abbiamo in cantiere per valorizzare tante altre espressioni del Made in Italy all’Expo”. Così Barbara Degani.

Trivelle:Degani,natura e turismo sono nostro petrolio

Trivelle: Degani, natura e turismo sono nostro petrolio
(ANSA) – giovedì 12 giugno 2014 – 15.56
(ANSA) – ROMA, 12 GIU – “Le risorse naturali e il turismo sono il nostro vero petrolio”. Cosi’ il sottosegretario all’ Ambiente Barbara Degani ribadendo la posizione espressa dal Ministro Gian Luca Galletti nell’ incontro con l’ ambasciatore della Croazia sulle trivellazioni in Adriatico. “Abbiamo una legge tra le piu’ rigide d’ Europa che va applicata, perche’ l’ Adriatico deve essere salvaguardato come ecosistema marino e come grande risorsa per l’ economia turistica. Il semestre europeo – conclude Degani – sara’ una straordinaria occasione per trovare su questa importante problematica un sistema di regole condiviso”. (ANSA). DR-COM 12-GIU-14 15:52 NNN

Rapporto di sostenibilità Ecopneus 2013 – Roma

“L’obiettivo finale è tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, per fare questo dobbiamo insistere sempre più sull’ effettiva attuazione dell’economia del recupero. La giungla delle regole non ci aiuta, come in tutte le giungle vige la legge del più forte e del più furbo. Questo non va bene dobbiamo semplificare per dare spazio alla legge dei più bravi e  degli onesti. Il processo di razionalizzazione e semplificazione resta ineludibile e stiamo andando avanti con forza per l’approvazione del disegno di legge sui reati ambientali.

Tutto questo è possibile se sapremo formare ed educare oggi i cittadini di domani.

Nei prossimi giorni vogliamo lanciare un grande progetto nazionale per l’educazione ambientale: un progetto che vada oltre le campagne di comunicazione, oltre i programmi di sensibilizzazione, ma che si radichi strutturalmente nel nostro sistema scolastico formativo.

Così il Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani alla presentazione del rapporto Ecopneus.

“E’ necessario insegnare ai nostri figli fin da piccoli il rispetto per l’ambiente, solo così riusciremo a garantire loro un futuro migliore. Oggi il sistema dei rifiuti vede l’Italia divisa in due, al nord è ormai una opportunità economica e in molte parti continua ad essere un’emergenza.  La green economy un giorno sarà la nostra economy, quella di una società il più possibile decarbonizzata, di una società pulita e smart che sappia risparmiare e riciclare per crescere nel rispetto dell’ambiente”

Lupi: Su Alitalia svolta storica – intervista

Maurizio Lupi

 

 

02  giugno 2014 – Alitalia: intervista del Ministro Lupi a Repubblica “Lupi: una svolta storica è il segnale che può attirare altri investitori stranieri” di lunedì 2 giugno.

 Sono sei mesi che perdo il sonno su Alitalia e ora siamo davvero al punto di svolta» dice Maurizio Lupi, ministro per le Infrastrutture e Trasporti che stavolta non nasconde un largo sorriso.

La lettera con il sostanziale via libera all’operazione Alitalia-Etihad arrivata da Abu Dhabi stempera la tensione delle ultime ore di una trattativa sempre sul filo.

Ora che le parti hanno trovato il giusto equilibrio, vanno affrontati i temi che toccano migliaia di famiglie e il rilancio del sistema Italia.

alitalia etihad confronto compagnie

 

Ministro, Etihad ha detto si. Siamo alla stretta finale?

«Siamo ad un punto di svolta certamente. Davanti a noi abbiamo un rilancio che non riguarda soltanto Alitalia e il mondo aeroportuale. Prendiamo atto di un segnale incoraggiante che potrebbe attirare altri investitori stranieri.

Oggi grazie a questo accordo, che darei per fatto viste anche le dichiarazioni delle parti in causa e il placet di Palazzo Chigi, non c’è solo una società solidissima, con grandi capacità industriali che è pronta a mettere sul piatto oltre 560 milioni. Ma rappresenta uno stimolo anche per altri soggetti internazionali che possono da oggi tornare a credere nell’Italia».

Lei pensa che le resistenze di alcune banche creditrici, restie a gettare al vento parte del debito di Alitalia e quelle del partner storico della compagnia, Air France-Klm che pochi giorni fa ha dichiarato di essere pronto ad uscire da Cai nel caso di un ingresso “non amichevole degli arabi, possano emergere mettendo a rischio l’operazione?

«Nelle prossime ore vedremo tutto questo. Capiremo il gioco dei francesi e quello di uno o più istituti di credito che fino a qualche tempo fa non sembravano convinti della strada intrapresa. L’appuntamento con il cda di Alitalia è fondamentale proprio perché ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità non solo di fronte alla società e all’accordo ma anche di fronte al Paese».

A proposito di Air France-Klm: pochi mesi fa la fusione con Parigi sembrava fatta. Oggi c’è aria di divorzio.

«A novembre, quando il caso Alitalia stava per esplodere nel peggiore dei modi ci siamo trovati come governo di fronte ad un bivio: o la legge Marzano, e quindi un nuovo fallimento dell’azienda con, in questo caso sì, un esborso ingente di soldi pubblici, migliaia di esuberi e un enorme problema sociale da gestire, oppure una ricapitalizzazione della società.

Bene, i francesi non hanno scelto la seconda strada, non hanno creduto nel progetto. E l’esecutivo si è fatto carico del problema. Quindi questo mi fa pensare che il diniego di Air France-Klm puntava probabilmente ad un ingresso a costo zero in Alitalia. Noi questo non l’abbiamo accettato».

Ora ci saranno comunque degli esuberi da gestire. E un piano di rilancio della compagnia che passa per il suo ministero: Etihad chiede Linate libera davincoli, alta velocità negli aeroporti principali.

«Noi lotteremo fino all’ultimo posto di lavoro e cercheremo di non sacrificare nessuno. Ma è bene essere chiari: il fallimento o altre strade avrebbero portato a 14mila esuberi oltre a migliaia di famiglie per strada dell’indotto. Il governo ha comunque già predisposto una rete di salvataggio e ammortizzatori sociali adeguati.

Infine le infrastrutture: Malpensa e Fiumicino, i due scali principali, avranno l’alta velocità. I voli intercontinentali aumenteranno in entrambi gli scali e a Milano saranno più che doppi rispetto a oggi. Il piano di Etihad che abbiamo letto garantisce un forte rilancio di Alitalia».